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Sala Posa
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Le mostre di Backlight Studio
Rosso Ferrara Blu Minervini
Evento Concluso
Nuova Gamma Mediterranea
Due fotografi napoletani di generazioni diverse per due tendenze cromatiche distinte e ben individuabili nelle opere esposte. Il Mediterraneo e due luoghi come Napoli e il Marocco, ma più in generale due luci diverse, due atmosfere che si esaltano di odori e colori, di tessuti e terre, ovunque spettatori delle umane vicende, ed i due artisti Antonello Ferrara e Alessandro Minervini nei loro appunti di viaggio colgono aspetti e luoghi, le abitudini e i costumi con le persone di primaria importanza per Ferrara ed i luoghi di una Napoli corrusca per Minervini.Gianni Nappa
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Sotto La Luce
Evento Concluso
Marialilia Brando
Sotto la luceForme e visioni in architettura di Marialilia BrandoPersonale a cura e presentazione di Gianni Nappa11 dicembre 2015BackLightStudio – via Medina, 5 Napoliopening 11 dicembre ore 18,30Una ricerca che si snoda tra vari luoghi che hanno forti connotazioni architettoniche, classiche o contemporanee. Marialilia Brando è un'attenta ricercatrice di emozioni, e le cerca nel suo bagaglio culturale, come prodotto di una complessa ricerca sviluppata in fotografia, attraverso viaggi, sguardi, sensazioni che i luoghi rimandano a tutti e che lei codifica attraverso un senso ben delineato dell’estetica, soprattutto utilizzando la luce, che diventa lo strumento del suo percorso stilistico. La luce dunque, elemento su cui si fonda tutta la storia della fotografia, rende i volumi delle architetture in contrapposizione con il nero dei vuoti, con i luoghi e pareti nascosti alla luce, in una formula che mantiene nell’equilibrio le foto dell’artista. Le sue serie fotografiche sono dedicate ai luoghi come l’Eur di Roma o il Museo Maxxi  sempre di Roma dove la forma è anche il titolo che da al suo progetto fotografico, e dove con le scelte forti di Zaha Hadid, progettista del museo Capitolino e l’EUR che Piacentini nel 1938 diresse nella sua realizzazione classica e ispirata all’architettura Romana e soprattutto piena di contrapposizioni di elementi strutturali con statue e riferimenti alla grandiosità voluta all’epoca. La forma ovviamente, si compone di elementi razionali come curve perfette e pareti dove i colori dominanti si compiono con il cielo rideterminando un insieme cromatico forte ispirato al mediterraneo, e dal quale la Brando trae scorci e precisi punti di vista che proprio per la connotazione classica offrono forti contrasti tra luce e ombre, e dove le inanimate figure in marmo e pietra fungono da memoria della classicità più retorica, ma che nelle foto si pongono come “abitanti” di un luogo a pieno titolo, fornendo anche termine di estetica e rilevanza per il volume voluttuoso delle vesti, che formano con il cavallo rampante, immortalato sullo sfondo degli archi inondati dal sole, con un preciso disegno di pieni e vuoti che come sempre negli scatti di Marialilia cercano una fuga verso l’esterno della bidimensionalità. Ma anche la forma e la luce si confrontano con i riflessi, che dalla luce riportano effetti e cromie, e che lasciano affascinati gli occhi di chi si ferma a cercare di capire la natura ed anche la bellezza di un nulla che solo la luce più far vivere e che nei materiali della stazione di Piazza Garibaldi a Napoli, sono in accordo con le murature, così come già sperimentato a Roma nel Maxxi, e quindi un pieno e l’idea di un vuoto, con le innumerevoli rimandi che i riflessi offrono, porgendo alla vista il calore del sole nelle varie bisettrici di caduta che trova nel suo cammino. Ode quindi alla luce che anche nei lavori del progetto forma, sono la ricerca della trasparenza nei vetri colorati e no, che irradiano di luce diffusa diurna, gli ambienti che si esaltano presi dal basso. In tutta la produzione dell’artista (compresa Panta Rei) si evince la ricerca di una geometria interna alle cose, di una regola in cui inserire i pensieri e le emozioni, una personale decisione a non derogare dalla ricerca le linee assiali e giochi di perfezioni architettoniche, nei giochi che contrappongono  curve e linee dritte. La fotografia nel passaggio dall’analogico al digitale ha trasformato i dati di luce e soprattutto la post produzione digitale che i software offrono, non sempre rispondono ai criteri di qualità richiesti, e l’artista che non ne fa uso, ma sfrutta soprattutto nello scatto tempi sottoesposti pone appunto l’esigenza della realizzazione manuale come unico modo di concepire uno scatto, senza poi dimensionare in termini di colore e di luce, regolazioni che falserebbero l’impianto originale. Una personale che raccoglie più progetti realizzati in tempi diversi, ed anche in condizioni diverse, ma nella loro complessità rappresentano chiaramente il linguaggio artistico di Marialilia Brando, che persegue un tracciato riconoscibile di un personale sentimento sia culturale che di estetica, e lo esprime con bravura per l’equilibrio che le sue fotografie hanno, e questo è un dato che l’esperienza costruisce nel tempo. Un percorso godibile in mostra degli scatti rappresentativi per progetto in vari formati che conducono in Italia in luoghi della conoscenza collettiva, che nelle foto della Brando sono luoghi ancora da scoprire, e certamente anche laddove conosciutissimi, visti in modo personale e artistico, perché la fotografia non è solo reportage e non può essere solo riconoscibile come prima arte nei nomi del mercato consolidato, è sostenibile che sia riconoscibile anche per la sua capacità di essere identitaria, di saper equilibrarsi nel panorama cittadino, come cifra unica, che nell’esaltare la luce, coglie aspetti architettonici importanti, ne segna una vita di immagini che sanno coglierne gli aspetti inimmaginati; Marialilia riesce nel compito di essere visione e allo stesso tempo una realtà propria, pulita, leggibile e riconoscibile.  Gianni Nappa
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La Galleria Backligt Studio di Napoli inaugura il 26 ottobre
Evento Concluso
EVENTO CONCLUSO
Backlight Studio NapoliLo spazio inaugura il 26 ottobre 2013 alle ore 19,00collettiva Inner Visiontre artisti emergenti italiani per conoscerne le attuali ricerche e visioniFrancesca Parità / Marco Rizzo / Vitriol13 (Gabriele Adami)26 ottobre – 18 novembre 2013opening sabato 26 ottobre 2013 ore 19,00 curatore: Gianni NappaJohn M. Wilding nel suo saggio La Percezione, scriveva…”E’ la persona nella sua totalità che percepisce e interpreta la realtà, elaborando l’informazione ricevuta attraverso i sensi e valendosi dell’esperienza passata specialmente nel caso dell’identificazione di un oggetto”; e questo oggetto nel nostro caso è l’uomo, che nella sua ricerca di esperienza, deve fare i conti con un “tempo storico” che risulta dalla differenza tra passato e futuro, e quindi, antropologicamente , tra “esperienza” e ” aspettativa”, a maggior ragione in un epoca in cui le aspettative si trasformano, con rapidissima accelerazione, in esperienza e il futuro in passato, ben espresso nel pensiero che R. Racinaro offre nel suo saggio Il Futuro della Memoria.Tre giovani artisti interagiscono con un mondo in sopportato, greve, mal digerito, ed espongono quell’idea del mondo che corre parallela alle singole proposizioni e ne seduce il fare senza trovare resistenza, nell’atto creativo, che non è catarsi ma un obiettivo da raggiungere, per il cambiamento auspicato, in una condizione dell’essere che trova difficile condivisione nei modelli non accettati, ma parte sovrastrutturale delle società occidentali, con cui si confronta giorno per giorno.Francesca Parità, giovane artista napoletana, nella sua scienza dello spirito (teoria filosofica rivolta all’individuale), dove la conoscenza si rifiuta di agire a favore dell’estasi dell’anima, incontra Marco Rizzo e la sua Venezia sott’acqua, che sonda la scienza  della natura, (teoria filosofica, più generalizzata) in rapporto con le proprie aspettative future, già passate nel cuore prima che nella mente, ed entrambi incontreranno la visione della scienza della rappresentazione di Gabriele Adami in arte Vitriol13, con il penetrare nella struttura della realtà, in quel regno intermedio, delle forme simboliche che si pongono tra sé e la realtà;  tutti e tre gli artisti determinano nell’atto stesso dell’esporre nuovi termini di confronto e Inner Vision è solo il contesto nel quale si sviluppa l’incontro di apparenze lontane, e nell’amalgama della forza e dell’energia si sommano nel sentire che il “tempo storico” ci indica di perseguire. Gianni NappaVisioni interioriJohn M. Wilding in his essay The Perception , wrote … ” It ‘s the whole person who perceives and interprets reality , processing the information received through the senses and making use of past experience especially in the case of the identification of an object “and this object in our case is the man, who in his quest for experience, has to deal with a” historical time ” resulting from the difference between past and future, and therefore, anthropologically , between” experience “and” expectation ”, even more so at a time when expectations are transformed, with rapid acceleration, experience and the future in the past, well expressed in the thought that R. Racinaro offers in his essay The Future of Memory.Three young artists interact with a world endured, heavy, poorly digested , and expose the idea of the world that runs parallel to the individual propositions and seduces them to do without any resistance , in the creative act , which is not catharsis but a goal to be reach to the desired change in a condition of being that finds it difficult to share in the models not allowed, but the superstructure of Western societies, it is facing day by day.Parity Francesca, a young Neapolitan artist, in his spiritual science ( philosophical theory addressed to the individual ), where knowledge is refusing to act on behalf of the ecstasy of the soul , he meets Marco Rizzo and his Venice under water, which probe the science of nature ( philosophical theory , more generalized ) in relation to their future expectations, already passed in the heart before the mind, and both meet the vision of the science of representation in art of Gabriele Adami Vitriol13, with penetrate the structure of reality, in that intermediate realm, of symbolic forms that arise between himself and reality, all three artists in the very act of exhibiting determine new terms of comparison and Inner Vision is the only context in which it develops the ‘ meeting of distant appearances, which in the amalgam of force and energy add up to hear that the ” historical time ” tells us. Gianni NappaVitriol13 (Gabriele Adami)Affascinato dalle arti visive incontra l’immagine e grazie all’aiuto del fotografo professionista Max Ferrero sviluppa una grossa passione per la fotografia diventando cosi un visionario del genere. Scrive su magazines, effettua servizi live e artworks per band, scrive articoli sulla manipolazione digitale, presente in diverse mostre in Italia ed Europa e tra i finalisti del Premio Francesco Fabbri (sez.Fotografia Contemporanea).La sua ricerca fotografica è un continuo evolversi ma come denominatore comune nelle sue opere si trova l’inconscio e l’onirico.Attratto fin da subito sulla possibilità di intervenire in postproduzione sulla fotografia ha sviluppato una personale  attitudine allo scatto, partendo da esso come un pittore parte da uno schizzo in matita arrivando cosi ad immagini eteree e senza tempo.Attualmente vive e lavora a Milano.Espone in questa collettiva alcune opere tratte dalla serie “Helpness”Marco RizzoDopo aver conseguito la Maturità Artistica si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia col massimo dei voti e lode in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, indirizzo Scenografia; nel 2007 realizza la sua opera prima: NERO PECE; un documentario sperimentale che indaga una Venezia notturna filtrata dalle emozioni.Nel luglio 2007 il film Nero Pece vince alla seconda edizione del Festival Libero di Roma, come miglior film, miglior soggetto, miglior fotografia, menzione per l’etica, menzione per l’estetica. Alla 10° edizione del Mestre Film Fest – Centro culturale Candiani – vince con Nero Pece il primo premio – Premio Speciale del Lions Club di Mestre 2007. Varie le collaborazioni tra le quali quella con Palazzo Grassi per cui realizza “Roma e i Barbari”, un documentario sulla mostra (26/01/2008-20/07/2008)con il commento di Jean-Jacques Aillagon.Gira “Italics”, video per la mostra di Palazzo Grassi, curata da Francesco Bonani. Punta della Dogana, il restauro; un corto – dopo 75 ore di riprese – che presenta il reatauro di “Punta della Dogana” il nuovo centro d’arte contemporanea di Francois Pinault. Collabora con Furla per cui realizza due video; “Mona Hatoum”, sulla mostra dedicata alla nota artista per la Biennale 2009, e su Alberto Tadiello, vincitore del Premio Furla.Nel 2009 realizza “Inspirations”, video di presentazione della collezione donna/uomo della Furla e nel 2010: “Via Condotti” , video di presentazione del nuovo negozio di via via Condotti a Roma della Furla.Nel 2011 realizza “Ando for Venini”, collaborazione con la Venini spa di Murano e Tadao Ando per la realizzazione di un vaso in vetro disegnato dall’architetto; e nel 2012 “The White Collection – Veliero Tadao Ando” con Tadao Ando per Venini.Collabora con l’Autorità Portuale di Venezia, come fotografo ufficiale.Attualmente vive e lavora a Mestre, Venezia.Presenta in questa collettiva alcune opere tratte da “Città sommersa/Underwater City”Francesca ParitàFrancesca Parità nasce a Napoli nel 1984.Da sempre avvezza alle arti visive, intraprende un percorso pittorico e si avvicina alla fotografia attraverso gli insegnamenti del fotografo Libero De Cunzo.Intende la fotografia come ricerca, un mezzo per esprimere la sua arte tramite un linguaggio teso a trasferire in immagine la ricerca e la devozione volte alla propria esistenza. Nella serie “La Musa malata” ne presenta il senso e le visioni: è la sua fragilità che rende possibile la bellezza.“Ahi, mia povera musa, che cos’hai stamane?Nei tuoi occhi infossati fan ressa le visioni notturne, a freddi lampi sul tuo viso passano taciturni l’orrore e la follia.”VII. LA MUSA MALATA da “I fiori del male” Charles BaudelaireFinalista al Premio Celeste 2012 con l’opera “vanità e decadenza”
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Lo spazio espositivo
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Uno spazio espositivo raccolto, intimo, dove il sapore del tempo sarà corredo per la fotografia contemporanea d’autore, con una attenzione anche al recupero di immagini storiche che diventeranno patrimonio di galleria e della collettività per chi seguirà le mostre tematiche sul vintage che saranno proposte dalla curatela. Tanta storia napoletana che potrà essere recuperata ma anche il divenire delle ipotesi attuali, attente sempre più alla condizione dell’essere umano nella società. Attenzione quindi al contemporaneo ed a quella nuova frontiera costituita dai video d’autore che del movimento e della costruzione per montaggio hanno vita d’arte se linguaggio condivisibile e comprensibile.
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Gli Artisti di Backlight Studio